Marino
“Energia in comune” ha aiutato 1.500 famiglie residenti nei 26 comuni piacentini che hanno aderito al progetto
Spero che i Consiglieri comunali decideranno di inserire questo obiettivo nel DUP di fine anno.
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Su Libertà di oggi si legge che (da marzo 2023) , grazie al progetto Energia in comune, “...sono stati messi in campo oltre 650mila euro. Sono state pagate oltre 3.300 bollette, sostituiti 171 elettrodomestici energivori in abitazioni sociali e formati decine di volontari e operatori che stanno affiancando le famiglie fragili in una migliore gestione dei consumi energetici. La rete dei sostenitori comprende Banco dell’energia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Comune di Piacenza, Banca di Piacenza, Crédit Agricole Italia e Iren spa e Camera di Commercio dell’Emilia. Fanno parte della rete Federconsumatori Piacenza e la Caritas diocesana, per la gestione delle richieste e il pagamento delle bollette, l’Università Cattolica (a cui è affidata la valutazione dell’efficacia e dell’impatto del progetto) e la Provincia di Piacenza, che svolge l’azione di aggregatore dei comuni. Un dato particolarmente significativo è il numero dei comuni coinvolti che nel 2025 ha raggiunto quota 26”.
Le famiglie che hanno ricevuto gli aiuti sono quelle residenti ad: Agazzano, Alta Valtidone, Bobbio, Borgonovo, Cadeo, Calendasco, Caorso, Castelsangiovanni, Cerignale, Cortemaggiore, Coli, Corte Brugnatella, Fiorenzuola, Gazzola, Gossolengo, Gragnano, Lugagnano, Ottone, Piacenza, Pianello, Piozzano, Pontenure, Sarmato, Travo, Zerba, Ziano.
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(osservatore) Romano
Esordio elettorale
In pratica, una riedizione di PonteVigo in campo religioso: facendo di necessità virtù, per la Chiesa del futuro.
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Marino
Dopo due anni, la Guardia medica “chiude”
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Dallo stesso articolo di Libertà abbiamo appreso che la “Guardia medica”, avviata il 16 settembre 2023 con lo scopo di coprire i sabati, le domeniche e i festivi, per scelta politica, viene CHIUSA.
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► 21/04/2019 - Vogliamo introdurre servizi determinanti per le fasce tradizionalmente più fragili della nostra società: giovani, famiglie e anziani. Fra questi uno dei più importanti è per noi l' introduzione del servizio di Guardia Medica nei giorni festivi e prefestivi (Libertà)
► 26/04/2019 - Siamo convinti della necessità di riattivare a Ponte dell’Olio un servizio di Guardia Medica. A tal fine abbiamo già avviato contatti con alcuni medici e con esponenti dei comuni limitrofi. La sede della Pubblica Assistenza Valnure, infatti, potrebbe ospitare il servizio di cui sopra, garantendo così un importante beneficio alla cittadinanza pontolliese e, indirettamente, a tutta la Valnure. ... Rispetto alla salute dei cittadini (art. 32 Cost.) siamo fermamente convinti che sia necessario investire quanto necessario per riattivare a Ponte dell’Olio un servizio di continuità assistenziale (c.d. Guardia Medica) che consenta di poter contare anche nel fine settimana e nei giorni festivi su di un concreto supporto per le emergenze. Tale progetto a nostro avviso, come già anticipato sopra, può essere avviato con una delle più virtuose manifestazioni di volontariato organizzato ovvero la Pubblica Assistenza Valnure (Programma amministrativo Pontolliesi per Ponte FONTE )
► 04/05/2019 - La Guardia Medica deve assolutamente tornare a Ponte Dell'Olio. Qualcuno l'ha persa e altri non hanno saputo rimetterla (Facebook)
► 16/05/2019 - L’attrattività del nostro Comune passa dalla previsione di servizi come la reintroduzione della Guardia Medica (Libertà)
► 19/05/2019 - Il punto più importante del programma è il ritorno della Guardia Medica . «Questa è la priorità: non per rispondere alle urgenze, ma come continuità assistenziale che si aggiunge al medico di base nei giorni festivi, quando il medico non c’è sul territorio. Così si evita ai pontolliesi di andare al pronto soccorso in città e aspettare diverse ore» (Il Piacenza FONTE )
►24/05/2019 - La Guardia Medica deve tornare a Ponte dell’Olio. Una proposta pienamente realizzabile e sostenibile gestita attraverso l'appoggio delle associazioni di riferimento già presenti sul territorio e finanziata attraverso la razionalizzazione delle risorse economiche già disponibili . Un medico dedicato alla sorveglianza sanitaria ambulatoriale e domiciliare nei giorni pre festivi e festivi per evitare finalmente lunghe code d'attesa al pronto soccorso al servizio dei Pontolliesi (Facebook FONTE )
► 28/05/2019 - “Chiederemo da subito il ripristino della Guardia Medica per il paese” (Piacenza Sera FONTE )
► 12/09/2019 - Il ripristino di un servizio di Guardia Medica nei giorni pre-festivi e festivi è obiettivo strategico di mandato (Linee programmatiche di mandato FONTE )
► DUP 2020-2022 - Obiettivo principale , nell’arco del triennio, è giungere all’introduzione del servizio di Guardia medica.
► DUP 2021-2023 - Obiettivo principale , entro la fine dell'annualità 2022, è giungere all’introduzione del servizio di Guardia medica.
► 23/02/2021 - «L’amministrazione sta facendo un lavoro a 360 gradi per rendere attraente il territorio per tutte le fasce di popolazione, in particolare per le famiglie, un impegno che passa dall’arrivo ... della Guardia Medica che vorremmo si concretizzasse entro la fine del 2022» (Libertà).
Diritto di rettifica Commenta #guardiamedica
Marco Boselli
«La convenzione tra il Comune di Pontedellolio e il servizio Punto Verde del San Giacomo non prevede la gratuità delle prestazioni, come riportato nel titolo, bensì una forma di agevolazione economica a favore dei cittadini».
«Il Comune copre il ticket di accesso al servizio, garantendo ai cittadini l’esenzione da questa quota; l’ospedale San Giacomo applica uno sconto del dieci per cento sulle prestazioni erogate all’interno del Punto Verde. Il servizio resta quindi a pagamento, seppur con condizioni agevolate che rendono l’accesso più semplice e sostenibile per la popolazione».
Questi sono i virgolettati contenuti in una precisazione dell’amministratore delegato dell’Ospedale San Giacomo, apparsa ieri su Libertà.
Marino
Nominata la Commissione mensa scolastica 2025-2026
Nell’immagine allegata sono riportati i nomi dei componenti la Commissione mensa scolastica per l’anno scolastico 2025/2026
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La Commissione mensa è lo strumento che consente ai genitori una partecipazione responsabile per contribuire, con funzioni di verifica, al miglioramento della qualità del servizio di mensa scolastica.
✅ Il pasto consumato nelle scuole ha valore socializzante oltre a favorire una buona educazione alimentare, intesa anche come educazione al gusto, con approccio a cibi sani e diversificati.
Diritto di rettifica Commenta #mensascolastica #commissionemensa
Ruud
Conferimento puntuale ma flessibile
Così ci informa "Libertà" di venerdì 28 novembre (a pag. 21).
Mi pare una buona idea: speriamo che in futuro venga estesa anche ai comuni della provincia.
Post scriptum. Anche se nell'articolo non è precisato, immagino che ogni conferimento nella campana dell'indifferenziato verrà conteggiato all'utente come uno svuotamento (mi pare ovvio).
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Sinteticamente: alle Ecostation, tramite badge di riconoscimento necessario per il conteggio delle vuotature del rifiuto indifferenziato, potranno accedere le utenze domestiche (residenti e non residenti), senza alcun vincolo di orario o giornata, in qualunque periodo dell’anno.
Il Disciplinare tecnico che regolamenta l’ Ecostation lo si può leggere qui FONTE art.13 pag.32.
E’ possibile/probabile che le Ecostation (o similari) verranno installate anche in quelle frazioni nelle quali, contrariamente a quanto previsto nella concessione, non verrà effettuata la raccolta porta a porta.
Marino
Uno, due, tre, la Peppina fa il caffè
Due...
”...15mila euro all’anno, una soglia che mette molti in difficoltà nel gestire spese e imprevisti. È la parte più fragile della popolazione fiscale, quella che più risente dell’aumento dei prezzi, dei contratti precari e di percorsi lavorativi discontinui, oltreché di un’emergenza abitativa sempre più pressante: trovare una casa in affitto a prezzi contenuti, o addirittura stipulare un mutuo, è per tanti un miraggio…” (frammento tratto da un articolo pubblicato oggi da Libertà).
Tre...
Tra qualche settimana verrà deliberato il Bilancio di previsione 2026 e avremo modo di conoscere se la maggior parte dei Consiglieri comunali rimarrà contraria all'aggiornamento della soglia di esenzione della Addizionale comunale IRPEF (ferma ai 10mila euro del 2012 e mai più aggiornata).
Diritto di rettifica Commenta #addizionaleIRPEF
Pantagruel
Record mondiale
- il Corriere vero e proprio 64 pagine nazionali più 16 del dorso milanese;
- l'inserto domenicale La Lettura 64 pagine;
- lo speciale La Lettura delle ragazze e dei ragazzi 40 pagine;
- l'inserto pubblicitario Economia Emilia-Romagna 96 pagine.
Pur in presenza della raccolta differenziata della carta, un affronto alla sostenibilità e al consumo responsabile (a parole sempre invocati, ma di rado praticati).
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Mattiapascal
Partita dell'anno
Stiamo a vedere se i falchetti bianconeri riusciranno a vanificare il progetto: sulla carta ci vorrebbe un miracolo.
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Marino
Perché il nido no ?
Perché nel milionario progetto di finanza per la gestione e la riqualificazione degli impianti elettrici e termici degli edifici del Comune di Ponte dell’Olio sono stati inseriti:
- il municipio (villa Rossi, ex serra, ex CUP)
- l’ex municipio di via Veneto
- la scuola elementare
- la scuola media
- il Centro culturale “Sara Passerini” (ex scuola di Riva)
ma NON l’asilo nido ?
Diritto di rettifica Commenta #asilonido
AVoLTE
Disservizio Reti mobili
Sembra sia impossibile fare e ricevere chiamate su rete 2G/3G. Funziona solo se si ha il VoLTE attivo o il Wifi Calling. La rete 4G c'è, tanto che la parte traffico dati funziona.
Il problema si presenta, appunto, quando si avvia una chiamata e se il dispositivo/SIM/rete operatore non supporta/non è attivo il VoLTE. Altrimenti funziona regolarmente anche il traffico voce.
Qualcun altro ha notato il problema?
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Venendo all’aspetto prettamente tecnico, è evidente che il problema riguardi la BTS 210330 (eNodeB) 20410 (TAC) di Via Boggiani (ma non escludo che, essendo lo stesso eNode, interessi pure quella in Loc. Frappoli). Nei dispositivi "legacy" (o più datati) che usano solo la rete 2G/3G per il traffico voce (ovvero non supportano LTE/VoLTE che sfrutta la rete 4G), per chiamare e ricevere chiamate il dispositivo si appoggia sulle frequenze 2G/3G.
Ora, se è pur vero che la rete 3G è in dismissione (Wind3 è uno dei pochi operatori che ha ancora numerose BTS in Italia che ancora trasmettono le frequenze 3G), è allo stesso tempo vero che la rete 2G è di failover e deve (ancora) essere essere garantita.
Sulla BTS in questione (210330) sono teoricamente presenti le bande B1 e B3 ed evidentemente qualcosa nella giornata di Mercoledì è occorso che ha interessato le bande della rete 2G/3G (900/1800/2100 MHz).
Ora, magari sono state spente le celle che trasmettevano in 3G e le radianti di quelle 2G puntano in altre direzioni, lasciando scoperto il centro del ns. paese.
In alternativa uno o più apparati non stanno funzionando, ma in tal caso Wind3 ne ha contezza (anche senza che qualcuno segnali), in quando li vedrà in allarme/offline.
Non resta che attendere che il problema venga risolto, anche perché (oltre ai disagi agli utenti con i propri cellulari isolati) - per fare un altro esempio - molti dispositivi d’allarme con modulo SIM si appoggiano su queste reti (2G/3G) in caso di allarme per effettuare chiamate automatiche o inviare SMS (rete 2G, GPRS/EDGE, o 3G), idem quei dispositivi comandati da remoto con chiamate/SMS (tipo stufe).
NOTA: le bande aggiuntive B7 e B20 irradiate dalla BTS in Loc. Frappoli sono esclusivamente rete 4G.
L’operatore che risponde al telefono è una persona dell’assistenza di 1° livello, mediamente poco formata, anche se si seleziona l’opzione dell’assistenza tecnica, che si limita nel migliore delle ipotesi ad aprire un ticket (che viene poi inoltrato al rispettivo reparto tecnico per dispacciarla al dipartimento competente per zona). Questa trafila spesso, soprattutto per operatori virtuali (o laddove si appoggiano sulla rete di terzi), prevede poi la segnalazione all’effettivo proprietario dell’infrastruttura, tutti passaggi che allungano i tempi e - non di rado - fanno arenare le segnalazioni in un limbo.
E’ più facile, come ho scritto nel mio post precedente, che il carrier (Wind3) avesse già contezza del problema in quanto evidentemente il disservizio da noi lamentato dipendeva da apparati o elementi dell’infrastruttura in manutenzione/guasti, che quindi generavano allarme.
Ciò detto, indubbiamente, quando arrivano numerose segnalazioni da parte di molti utenti che lamentano problemi simili, può essere che un’attività magari non immediatamente programmata riceva una priorità maggiore e il disservizio venga risolto prima.
Ribadisco: se è un guasto su apparati trasmissivi o problemi che riguardano elementi dell’infrastruttura, il proprietario e gestore delle stessa ha strumenti di diagnostica e monitoraggio che glielo segnalano (spesso ancora prima che gli utenti notino disservizi e/o chiamino l’assistenza). Succede ogni giorno.
Discorso diverso, invece, quando si tratta di un problema che riguarda una specifica utenza (in quel caso si deve per forza contattare l’assistenza del proprio operatore, per cercare di farselo risolvere).
Poi ognuno è libero di usare il suo tempo nel modo che più gli aggrada.
Tuttavia, quando sono presenti malfunzionamenti o guasti sugli apparati trasmissivi sulle torri BTS (Base Transceiver Station), chi li gestisce è prontamente informato da diversi sistemi di monitoraggio (quindi ne ha contezza quasi sempre ancora prima che gli utenti segnalino i disservizi ai carrier). Se non dipende da manutenzioni e/o interventi tecnici in corso (che quindi non richiedono intervento), a volte il problema viene risolto con attività da remoto (es. riavvio degli apparati), altre volte con l’intervento "in situ" sia per diagnostica che risoluzione. Può capitare però che il guasto richieda la sostituzione di apparati e/o l’intervento di altra risorsa che deve essere dispacciata e le tempistiche si possono allungare. Altre volte il guasto non è sulla BTS e relativi apparati, ma su altri elementi dell’infrastruttura, come ponti radio o backhauling. La cosa, insomma, è un po’ più strutturata di come la pensate voi con il vostro "telefonino" in mano... ma vabbè.
Come ho già scritto, le segnalazioni al proprio operatore (se numerose) sono utili per velocizzare l’intervento risolutivo solo quando questo altrimenti sarebbe stato programmato con tempistiche più lunghe.
In tutti gli altri casi, a fronte di un guasto/malfunzionamento, il gestore dell’infrastruttura è già al corrente del problema ed i ticket aperti dagli operatori del call-center sono ridondanti e vengono chiusi immediatamente dal reparto tecnico.
Io sarò logorroico ma cerco di spiegare; voi, a parte sentenziare con frasi fatte e provocazioni, che contributo portate?
Restano comunque integralmente valide tutte le considerazioni fatte, a partire dall’aspetto che Iliad in questi casi si appoggia su rete di terzi (e quindi non espleta materialmente alcuna attività di manutenzione/riparazione sulle stesse, ma inoltra meramente una segnalazione).
Il discorso, logorroico e pedante a detta di qualcuno, è uno dei molteplici aspetti tecnici che vi permettono di usare i vostri apparati TLC ogni giorno. Se volete parlare nel merito, diciamo così, dovreste quantomeno avere un minimo di contezza del contesto, soprattutto se volete lanciarvi in un contraddittorio.
Il mio intento era di controbattere ad alcune imprecisioni dette, fornendo una motivazione tecnica del perché, senza alcun intento d’ammorbare chi legge ma solo di spiegare (nel modo più puntuale ma comprensibile possibile, magari dilungandomi troppo nel farlo).
Ma a qualcuno evidentemente non interessano a prescindere le spiegazioni e preferisce restare sulle sue convinzioni pratiche, rifiutando qualsiasi confronto ed usando il discredito e la provocazione per sopperire (evidentemente) alla mancanza di argomentazioni.
In ultimo, mi pare che questo spazio sia libero e chi vuole commentare e rispondere possa farlo nel modo che ritiene più opportuno (nel rispetto dei ToS); chi non è interessato basta che passi oltre. Easy peasy.
Ringrazio infine il commentatore che ha apprezzato le informazioni fornite, sebbene capisco non essere di facile comprensione ed interesse per tutti.
Gratias tibi ago.
Ti chiedo un ulteriore contributo. Premesso che già da tempo mi sono convinto che il 5G, nel lungo periodo, sarà la principale via di trasporto delle informazioni internet (mi baso sui file di log di ponteweb), a tuo parere, da addetto ai lavori, quanto è lontano questo momento?
Il tuo quesito è interessante e le tue impressioni sicuramente trovano alcuni riscontri nelle tendenze del mercato TLC degli ultimi lustri, visto che sono numerosi gli italiani che hanno deciso di affidarsi unicamente alle reti mobili a discapito di quelle tradizionali (rame/fibra ma pure FWA). A tendere, nel settore consumer, potrebbe consolidarsi questo trend anche se sicuramente un fattore discriminante restano i costi dei servizi TLC in Italia (sia mobile che fisso) che sono considerevolmente più bassi rispetto alla media europea. Non è detto però che questo resti immutato per il futuro e, inevitabilmente, un riallineamento dei costi potrebbe modificare abitudini che ormai diamo per consolidate. In molte famiglie italiane, infatti, l’utenza fissa di casa è stata soppiantata dalle utenze mobili sui vari dispositivi individuali (smartphone/tablet) atteso che le offerte comprendono quasi sempre un quantitativo di Giga sufficienti al fabbisogno della maggior parte degli utenti e il costo è mediamente molto basso.
Passando alla questione tecnologia 5G NR (New Radio) e alla domanda originaria, diciamo che sicuramente questa sostituirà via via le tecnologie precedenti, man mano che la copertura diventerà più capillare. Ma il futuro non ha secondo me un nome specifico, perché p.e. il 6G è già in fase di sperimentazione e quindi (come accaduto dal 4G al 5G) prossimamente vedremo la diffusione anche di questa tecnologia.
Guardando al futuro più prossimo, sul 5G c’è più che altro da auspicare che in Italia si passi via via al 5G SA (Standalone) rispetto all’attuale NSA (Non Standalone), atteso che le prestazioni consentite dal primo (che sarebbe il vero 5G) sono molto superiori. Infatti si parla spesso "a sproposito" di 5G senza distinguere o precisare come questo viene offerto, ovvero come tecnologia "ibrida" su frequenze 4G e 5G combinate (ovvero FDD DSS o TDD). Insomma un espediente per compensare a vari limiti, di cui uno prevalente è quello degli enormi costi di realizzazioni delle reti 5G. Su questo aspetto magari, se vorrai, si potrà approfondire in un altro commento. Indubbiamente, comunque, come da qualche anno si sta spegnendo la rete 3G in futuro lo stesso destino capiterà al 4G, liberando le relative frequenze. Quindi via via il traffico mobile transiterà sempre più su reti 5G. Di sicuro il volume di traffico dati giornaliero sulle reti mobili è in continua ascesa; per rendere l’idea dal 2021 è aumentato di oltre il 128%, con un valore medio passato da 23,7PB/giorno del 2021 a 54,1PB/giorno del 2025 (PB=Petabyte), a fronte di 110MIL di linee attive (di cui ~80MIL SIM Human) FONTE . Questi elevati volumi di traffico stanno da tempo mettendo alla prova le reti nazionali, cosa che diventa percettibile anche all’utente finale con problemi di saturazione in particolari condizioni/orari, soprattutto su BTS molto affollate (ma talvolta anche sui nodi nazionali). Per mitigare il problema occorrono cospicui investimenti, che languono anche per i bassi margini di profitto (dovuto ai costi bassi).
Ampliando il ragionamento a tutte le tipologie di connessioni, oltre all’aspetto dei costi del mercato TLC nel ns. Paese, va tenuto conto che il trend e le abitudini attuali potrebbero venire mutati da altri aspetti. Per esempio la sempre più diffusa presenza di impianti domotizzati nelle case, oppure il probabile futuro abbandono delle trasmissioni satellitari (e più in generale via etere) e favore dello streaming. Tutti aspetti che potrebbero (ri)portare sempre più famiglie a dotarsi anche di connessioni fisse (a maggior ragione se tra queste vi ricomprendiamo quelle FWA, come fa AGCOM), percepite come più stabili e soprattutto senza limitazioni sul traffico dati (e quindi da prediligere). E in questo ambito la tecnologia prevalente già oggi è l’FTTH (le connessione DSL su rame sono destinate praticamente a sparire). Sull’argomento, magari, se vorrai approfondiremo.
Mi scuso se mi sono dilungato e ho magari sviato un po’ dal tuo quesito specifico; per approfondimenti ti rimando alla lettura del Report (3/2025) di AGCOM che ho linkato come fonte.
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